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lunedì 11 marzo 2013

Ma è possibile lavorare in Canada?


La domanda: "Ma è possibile lavorare in Canada?" è una di quelle domande che abbiamo (io e la mia compagna) iniziato a farci appena abbiamo aperto i documenti richiesti dal CNO (vedi post precedente).

La successiva domanda è stata: "Ma siamo sicuri che davvero, al di là delle richieste, vogliano stranieri immigrati a lavorare da loro?"

Leggendo tutti i fogli, c'era una sorta di magia nera che facesse sì che quando ti sembrava di aver capito qualcosa, ecco che tutte le informazioni crollavano e dovevi ricominciare da capo.
Il punto principale era che, insieme alla parola job (lavoro) c'era un'altra che andava sempre di pari passo: Permanent Residency o Permanent resident Card (PR).

Come capirete, lo sconforto era davvero pesante.
Dopo poco abbiamo quindi cominciato ad intuire che, ancor prima di cercare di vedere quali fossero i requisiti per lavorare (io come come infermiere) in terra canadese, dovevamo davvero prenderci un po' di tempo per leggere un po' di informazioni ufficiali.

E qui, l'inglese e il sito del CIC ci sono venuti in aiuto.

P.S. Lo dico qui prima di dedicare un post all'argomento: pensare di lavorare in un Paese anglofono senza conoscere l'inglese è una pura follia. E questo, da italiani, dobbiamo mettercelo in testa. Quindi, fin da adesso, cominciate a rispolverare quello che sapete e apprenderne altro.
Perché mica penserete che questo piccolo Blog riesca a togliervi tutti i dubbi? ;-)

domenica 10 marzo 2013

Il ritorno


Come ogni viaggio che si rispetti, anche il nostro ebbe un inizio e una fine, con l'atterraggio del volo Air Transat in quel di Fiumicino, Roma, Italia.
Ma non fu come tornare da una vacanza qualsiasi, c'era qualcosa che ci era entrato dentro ma non sapevamo ancora cosa fosse.

Un'incertezza, un'ansia, una disaffezione sembrava essersi impadronita della nostra vita italiana, mentre con il corpo eravamo qua, la mente non faceva che tornare a quei luoghi dove sembrava che la mente respirasse un'aria più pura.
Certo, è stato soltanto una vacanza, dicevamo (e ci dicevano), ma questo volere razionalizzare non ha mai funzionato: le emozioni si erano già impossessate di noi.
Già a Toronto l'idea di poter in qualche modo continuare questa avventura, c'era già stata: il giorno prima di partire mi ero recato a chiedere informazioni sulla possibilità di esercitare come infermiere in Canada e al CNO (College of Nurses of Ontario), gentilissimi, mi avevano preso tutti i dati e poco dopo mi avevano consegnato un plico di fogli da riempire una volta tornato in Italia.

Adesso c'ero, in Italia.
Non rimaneva altro che, vocabolario alla mano, aprire quei fogli e capire cosa chiedessero per fare l'infermiere in Ontario.

sabato 9 marzo 2013

All'inizio fu un viaggio... Parte 2


Terminata la nostra visita nella città delle balene, ci siamo spinti verso Québec City che rappresenta la capitale della regione omonima.
La città si presenta piccola (500.000 abitanti circa) ed ha la funzione di capitale "rappresentativa", un po' come Ottawa per l'Ontario: senza dubbio ritmi vivibili, lenti e molto turistici.
Québec City
Il nostro viaggio volgeva alla fine, quindi abbiamo ripreso l'auto noleggiata e siamo tornati a Toronto per goderci altri 3 giorni nella "capitale" de facto.

Toronto, CN Tower

L'aereo ci avrebbe riportato di lì a poco in Italia.
Inutile dire che di questo viaggio esplorativo riportavamo nel nostro Belpaese un'infinità di nuove esperienze che avremmo voluto ulteriormente approfondire.
Unite a ciò, senza dubbio, alcuni aspetti di questa terra canadese che non potevano non colpirci:
1. La generale serenità che sembra albergare in chiunque. Intendiamoci, non ci siamo stati molto ma da quel che abbiamo potuto notare pare che, anche dopo una giornata di duro lavoro, le persone siano nel complesso soddisfatte. Questo è sicuramente un aspetto che dovrà essere approfondito...
2. La gentilezza, la disponibilità e la cortesia. Dall'inserviente nel grande magazzino che vedendoti perso davanti ai 30 tipi di corn flakes ti chiede se hai bisogno di aiuto (e tu vorresti dirgli: Sììììì!!!), alla persona che ti incrocia per la strada mentre porta il cane fuori che ti sorride e ti dice "Hi guys" (ciao ragazzi) anche in una città grande e fredda come Toronto.
3. Il verde, i parchi, i giardini, le foreste. Tutto è circondato da verde, da una natura magnifica che pare soltanto aspettarti per fasi godere.

4. Il rispetto. In autostrada nessuno supera i 110Km/h e i sorpassi avvengono in tempi biblici di qualche minuto; le strisce pedonali sono barriere, tu soltanto avvicinati alla carreggiata e le auto frenano;  ti sei perso? Nessun problema, chiedi a chiunque informazioni e ti saranno date.
5. Le opportunità. Gli annunci di lavoro, soprattutto a Toronto, sono molto abbondanti (soprattutto come infermiere); i mutui sembra che li diano piuttosto agevolmente; gran parte delle persone cambia casa più volte nella vita, quindi trovare un affitto pare non sia così difficile; la lingua: dall'inglese (comprensibile come nessun americano o britannico -non me ne vogliano- riuscirà mai) al francese del Québec (incomprensibile al di là di ogni ragionevole dubbio), qui non c'è che da scegliere.
E, sicuramente, con queste due lingue veicolari, l'80% del mondo ti si potrebbe aprire come d'incanto.

All'inizio fu un viaggio...Parte 1


Agosto 2012


Partimmo, direzione Canada, 3 settimane.
La fortuna, il caso, il karma decise per noi che il fatto che fossimo venuti a conoscenza di amici di amici di parenti che vivevano al di là dell'oceano, fosse un chiaro segno che dovessimo partire.
Fu un viaggio di esplorazione.
Volo diretto Roma-Toronto con soggiorno di qualche giorno da Emma nel suo magnifico condo (condominio) con la magnifica vista che potete ammirare nell'immagine sopra.

Qualche giorno per affacciarsi e scrutare la cosmopolita, pulsante e multiculturale Toronto, per poi andare in bus ad Ottawa da Nancy & Alan, rispettiva madre e padre di Emma. Ottawa è la capitale del Canada (sì, una sorpresa anche per noi) ma che della capitale ha mantenuto "soltanto" gli edifici amministrativi ma non certo il caos, la vita frizzante e le opportunità che sono più tipiche di Toronto o Vancouver.

I giovani definiscono Ottawa boring, cioè "noiosa" e dicono che è la città ottimale per i bambini e le famiglie. Certo non aspettatevi i locali di downtown di Toronto né le sue opportunità economiche e lavorative, ma in compenso vi offre una alta qualità di vita e la possibilità in poco tempo di raggiungere sia Toronto che il Québec.
E infatti, noleggiata un'auto, abbiamo puntato a Nord verso il Québec, l'unica Provincia francofona (o meglio, realmente bilingue) di tutto il Canada (e questa è stata la nostra seconda sorpresa: pensavamo che una parte molto più ampia del Canada parlasse il francese...).
Paragonato a Toronto, il Québec vi fa proprio sentire a casa, non dico in Italia ma certamente in Europa, complice i vasi con i fiori, i musicisti per strada, la lingua che ci accarezza al di là delle Alpi.
E quindi, via a scoprire Montréal, la città principe seconda soltanto a Toronto per numero di abitanti ospiti ancora di colleghi di lavoro di Alan.

Sosta per poco tempo e poi ancora più al Nord verso Tadoussac, microscopico paese lungo la foce di due fiumi, famoso per la presenza di balene e altri cetacei visibili tramite gli organizzatissimi whale watching. 


Dobbiamo senza dubbio dire che, nonostante l'attività meramente turistica che generalmente tendiamo di evitare, questa è stata una delle esperienza più belle mai fatte in vita nostra che ha sicuramente ripagato i km fatti per raggiungere la località.
 (Continua...)